Faq

Tutte le domande poste più frequentemente e a cui FSBA dà puntuale risposta

Adesione e versamenti

Il Fondo si applica a tutti i dipendenti dell’artigianato e delle imprese che applicano i contratti collettivi di lavoro sottoscritti tra le categorie di Confartigianato, CNA, Casartigiani, Claai, CGIL, CISL, UIL, anche con meno di 6 dipendenti, cui non trovano applicazione i trattamenti di integrazione salariale previsti dal Titolo I del d.lgs. 14 settembre 2015, n. 148.

Al Fondo potranno accedere anche i dipendenti delle Organizzazioni sottoscrittrici l’Accordo Interconfederale del 10 dicembre 2015, degli enti e delle società promosse, costituite o partecipate dalle stesse.
L’impresa ed i lavoratori iscritti ad EBNA sono automaticamente iscritti anche a FSBA, fatti salvi i lavoratori cui trova applicazione la normativa del Titolo I del d.lgs. n. 148/2015.

Tutte le imprese che rientrano nella sfera di applicazione dei CCNL dell’artigianato (con esclusione del settore edilizia), aderiscono ad EBNA e quindi a FSBA attraverso un versamento unico esclusivamente tramite modello F24, sezione INPS, indicando il codice “EBNA”, la quota per il dipendente e il mese di riferimento.

La contribuzione ad EBNA-FSBA consiste in un unico contributo che si compone di due quote calcolate come segue da versare unitariamente al fondo:

  • dal 1° gennaio 2016, quota fissa pari a 7,65 euro mensili per 12 mensilità per le prestazioni EBNA
  • dal 1° gennaio 2016, quota variabile pari allo 0,45% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali a carico dell’azienda per FSBA
  • dal 1° luglio 2016, sempre per FSBA, si aggiunge un’ulteriore quota variabile pari allo 0,15% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali a carico del lavoratore

La “retribuzione imponibile previdenziale” sulla quale calcolare le quote variabili include anche le mensilità aggiuntive contrattualmente previste, le somme così calcolate saranno verste con l’F24 unitamente alla contribuzione del mese di competenza. In assenza di retribuzione imponibile previdenziale nel mese (es. maternità, infortunio ecc.) resta comunque dovuta la quota fissa della contribuzione.

La contribuzione a EBNA-FSBA è dovuta per tutti i lavoratori dipendenti, sia a tempo determinato che a tempo indeterminato, indipendentemente dalla tipologia contrattuale. Anche in caso di assunzioni e cessazioni in corso di mese, la contribuzione a FSBA resta interamente dovuta.

  • Part-time: la quota variabile della contribuzione risulta automaticamente riproporzionata in base all’imponibile del mese. La quota fissa della contribuzione è sempre dovuta in misura intera (7,65 euro mensili).
  • Apprendisti: la quota variabile della contribuzione risulta automaticamente riproporziona in base all’imponibile previdenziale del mese. La quota fissa della contribuzione è dovuta in misura intera (7,65 euro mensili).
  • Lavoratori a chiamata: la quota variabile della contribuzione risulta automaticamente riproporzionata in base all’imponibile previdenziale del mese. La quota fissa della contribuzione (7.65 euro mensili), in presenza di attività lavorativa, è sempre dovuta in misura intera; mentre, in assenza di attività lavorativa ( a seguito di chiamata) e di indennità di disponibilità, non è dovuta.

Sono esclusi dal versamento:

  • Lavoratori a domicilio
  • Dirigenti ed altre figure professionali non compresi nel numero di dipendenti
  • Tutti i lavoratori cui trova applicazione il CCNL Edilizia artigianato
  • I contratti di lavoro non subordinato, co.co.pro, gli stage

Sono tenute al versamento le imprese che applicano i seguenti CCNL:

  • Area Acconciatura – Estetica
  • Area Alimentari e Panificazione
  • Area Comunicazione
  • Area Chimica e Ceramica
  • Area Legno, e Lapidei
  • Area Meccanica
  • Area Tessile – Moda
  • Area Pulizia
  • Area Autotrasporto

Sono escluse dai versamenti le imprese dell’edilizia.

La quota da versare si calcola, mese per mese, in base al numero dei dipendenti in forza e per i quali si applica uno dei CCNL rientranti nel campo di applicazione.

Rientrano tra i dipendenti in forza nel mese sia gli assunti, sia i dipendenti che interrompono il rapporto di lavoro nel corso dello stesso mese.

Ai sensi dell’Accordo Interconfederale del 10 dicembre 2015 punto 1) Campo di applicazione, rientrano nel novero dei lavoratori dipendenti per i quali le aziende e gli altri soggetti aderenti ad EBNA/FSBA, versano i contributi, anche i professionisti dipendenti delle stesse imprese per i quali viene applicato un contratto di lavoro specifico.

Ai sensi del punto 1) – Campo di applicazione dell’Accordo Interconfederale del 10 dicembre 2015, come integrato dalla nota di accompagnamento sottoscritta in data 11 gennaio 2016, e per il Decreto Interministeriale del 29 aprile 2016, che contempla il suddetto accordo, le imprese con più o meno di 5 dipendenti che attualmente versano, in riferimento ai contratti collettivi in essere 25 euro mensili ai lavoratori in sostituzione della prevista contribuzione ad EBNA, devono versare dal 01/01/2016 il contributo unitario composto da quota fissa pari ad euro 7.65 e quota variabile a carico dell’azienda pari allo 0.45% dell’imponibile previdenziale e dal 1° di luglio lo 0.15% dell’imponibile previdenziale a carico del lavoratore, salvo la possibilità di richiedere la restituzione delle quote non dovute per la presenza in azienda del rappresentante sindacale ovvero del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Secondo quanto previsto al articolo 4 dell’Accordo Interconfederale del 10 dicembre 2015 la regolarità contributiva dell’azienda ai fini della richiesta di prestazioni da parte di FSBA è configurata nel contributo unitario formato dalla quota fissa di 7.65 euro e la quota variabile pari allo 0.45% dell’imponibile previdenziale dei dipendenti, a ciò si deve aggiungere lo 0.15% a carico di ogni singolo lavoratore.

I lavoratori con contratto di apprendistato rientrano nella categoria dei soggetti beneficiari le prestazioni di FSBA indipendentemente dalla tipologia contrattuale (apprendistato professionalizzante e apprendistato non professionalizzante).

Rispetto, infatti, a quanto indicato nel D.Lgs. n. 148/2015 (art. 39 c. 1 e art. 2, c. 1) e dall’Inps nel messaggio n. 3112 del 18 luglio 2016 con cui sono stati esclusi gli apprendisti non professionalizzanti tra soggetti beneficiari le prestazioni erogate dai Fondi di solidarietà, nel caso di FSBA prevalgono le peculiarità del sistema di bilateralità artigiana. Pertanto, resta invariata le regola che già prevedeva l’inclusione degli apprendisti, a prescindere dalla tipologia contrattuale, tra i soggetti beneficiari delle prestazioni di sostegno al reddito e della bilateralità in generale.

Prestazioni di sostegno al reddito

L’articolo 5 del Regolamento FSBA prevede che l’accordo sindacale debba essere sottoscritto preventivamente rispetto all’inizio della sospensione dei lavoratori.

Pertanto le domande possono essere presentate entro 30 giorni dall’inizio della sospensione, ma l’accordo sindacale deve essere preventivo rispetto alla stessa domanda.

Il Fondo eroga le seguenti prestazioni:

  • un assegno di durata e misura pari all’assegno ordinario (art. 30 Dlgs 148/2015)
  • assegno di solidarietà (art. 31 DLgs 148/2015)
    nel limite unico del massimale mensile pari ad euro 982,40 e s.a.

La domanda di prestazione viene presentata dall’impresa a EBNA/FSBA entro 30 giorni dall’inizio effettivo della sospensione o riduzione
Alla domanda dovrà essere allegato

  • l’Accordo sindacale o la dichiarazione dell’Autorità competente attestante l’evento per situazioni climatiche
  • il LUL relativo al mese antecedente la richiesta di intervento

Le prestazioni sono erogate alle seguenti condizioni:

  • regolarità contributiva a FSBA da parte dell’azienda dal 1° gennaio 2016
  • anzianità aziendale del dipendente di almeno 90 giorni dalla data di richiesta della prestazione
  • Accordo sindacale

Le prestazioni non possono cumularsi e nel biennio mobile sono alternative fra loro.

L’assegno ordinario è corrisposto ai dipendenti delle imprese che, in presenza di Accordo sindacale, siano sospesi a zero ore o effettuino prestazioni di lavoro ad orario ridotto nei seguenti casi:

  • situazione aziendale dovuta ad eventi transitori non imputabili all’impresa o ai dipendenti, ivi comprese le situazioni climatiche
  • situazioni temporanee di mercato
  • l’assegno di solidarietà è corrisposto ai dipendenti delle imprese che, in presenza di Accordo sindacale effettuino prestazioni di lavoro ad orario ridotto
  • per evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo.

Ai fini del computo delle giornate fruite, per il conteggio della durata massima delle prestazioni prevista all’art. 4 del Regolamento, non si computano le festività cadenti nel periodo di fruizione delle prestazioni che restano a carico delle aziende.

Nel caso di imprese neo-costituite, in deroga a quanto previsto all’art. 13, fermo restando il criterio dell’anzianità del dipendente, sarà verificata la regolarità contributiva di tali imprese nei 6 mesi successivi la costituzione dell’impresa, ovvero dopo un semestre di contribuzione.

L’art. 15 del Regolamento cita l’obbligo di comunicare la ripresa produttiva al termine della prestazione. Con ciò si intende dire che in caso di cessazione dell’attività produttiva immediatamente successiva alla fruizione delle prestazioni FSBA, è fatto obbligo di restituzione delle prestazioni erogate da parte di FSBA.

Il problema può verificarsi nel caso in cui l’azienda in questione ha iniziato a versare soltanto recentemente regolarizzando anche il pregresso ma il sistema non ha ancora ricevuti i flussi dati, che in genere arrivano con una differita di circa 3 mesi.
La procedura da seguire è la seguente:
Scaricare il seguente MODELLO ed inviarlo compilato tramite mail al proprio Ente Regionale di appartenenza specificando una delle motivazioni sopra descritte.
Contestualmente si richiede anche l’invio delle quietanze di pagamento F24 per i lavoratori in questione.
L’Ente Regionale provvederà ad inserire l’azienda e i lavoratori sul sistema e di conseguenza si potrà procedere con l’abbinamento dell’azienda al proprio utente.
Di seguito i riferimenti degli Enti Regionali

A correzione della precedente informazione si precisa che il campo “orario settimanale” si deve compilare inserendo le ore settimanali contrattuali.

Nella normativa relativa ai fondi di solidarietà non è prevista un’apposita procedura di informazione e consultazione sindacale, a differenza di quanto previsto per le integrazioni salariali (art. 14, D.Lgs. n. 148/2015). Il Regolamento di FSBA stabilisce che l’accordo sindacale sia preventivamente sottoscritto «secondo le procedure in essere a livello territoriale» (art. 5). Nei fac-simile di domanda di assegno ordinario e di assegno di solidarietà è indicata la controparte sindacale sottoscrittrice l’intesa identificata nel Rappresentante sindacale di bacino, RSA o RSU.
Al fine di salvaguardare le specifiche procedure in essere a livello territoriale si ritiene sufficiente, ai fini della validità della procedura, l’invio della richiesta preventiva di consultazione sindacale alle sole organizzazioni territoriali (delegato di bacino) e non anche, contestualmente, alle RSA o RSU se esistenti e costituite.

Il documento per dichiarare la ripresa dell’attività produttiva dev’essere trasmesso tramite l’apposita procedura, al termine del periodo di sospensione indicato sull’accordo sindacale.
In presenza di continuità della sospensione, con la presentazione di ulteriori domande, la dichiarazione dovrà essere inviata al termine dell’ultimo periodo di sospensione.

Il termine di 30 giorni indicato nell’Articolo 8 del Regolamento FSBA fa riferimento alla data d’inizio della sospensione o riduzione indicata nell’accordo sindacale.

Ai sensi dell’articolo 14 del Regolamento FSBA, all’atto della presentazione della domanda di prestazione i lavoratori devono aver usufruito di tutti i periodi residui dei vari strumenti contrattuali (ad esempio ROL, flessibilità, banca ore), mentre per quanto concerne le ferie residue il periodo conteggiato relativo all’anno precedente fa riferimento all’anno solare.

In caso di lavoratori stagionali o assunti a tempo determinato, ancorché in maniera continuativa negli anni, l’anzianità dei lavoratori ai sensi dell’art. 12 del Regolamento è maturata ogni qualvolta il relativo contratto è sottoscritto.
In tali casi la prestazione di cui al punto a) dell’art. 5 è erogabile nell’ambito temporale della vigenza del rapporto.

La durata delle prestazioni è:

  • 13 settimane per assegno ordinario in un biennio mobile
    Ogni giornata che presenti una qualsiasi riduzione dell’orario giornaliero applicato equivale ad una giornata di sospensione.
  • 26 settimane per l’assegno di solidarietà in un biennio mobile

Altro

La contribuzione correlata ai sensi dell’articolo 34 del D.lgs 148 deve essere calcolata sulla base di una procedura che l’Istituto sta elaborando e che sarà definita anche per gli altri fondi.
In attesa di comunicazioni da parte dell’INPS si può sospendere il versamento di tale contribuzione.

Se durante la sospensione dal lavoro insorge lo stato di malattia, il lavoratore continuerà ad usufruire delle integrazioni salariali: l’attività lavorativa è infatti
totalmente sospesa, non c’è obbligo di prestazione da parte del lavoratore, che non dovrà quindi nemmeno comunicare lo stato di malattia e continuerà a percepire le integrazioni salariali.
Qualora lo stato di malattia sia precedente l’inizio della sospensione dell’attività lavorativa si avranno due casi:
se la totalità del personale in forza all’ufficio, reparto, squadra o simili cui il lavoratore appartiene ha sospeso l’attività, anche il lavoratore in malattia entrerà in sospensione dalla data di inizio della stessa;
qualora, invece, non venga sospesa dal lavoro la totalità del personale il lavoratore in malattia continuerà a beneficiare dell’indennità di malattia. *

* In analogia con la circolare INPS n° 197/2015

Se l’intervento di sospensione è relativo ad una contrazione dell’attività lavorativa, prevale l’indennità economica di malattia. *

*In analogia con la circolare INPS  n° 197/2015

Salvo diversa disposizione dell’accordo sindacale o del contratto collettivo, in analogia alle regole applicabili alle integrazioni salariali, si ritiene corretto il seguente comportamento del datore di lavoro:

La riduzione dell’orario di lavoro non fa venir meno la maturazione dei ratei. I ratei maturano in misura proporzionale alle ore lavorate.
In presenza di sospensione dell’orario di lavoro, si ha maturazione dei ratei se, nel mese, le giornate lavorate raggiungono comunque il numero previsto dal CCNL applicato per la maturazione dei ratei (es. numero pari o superiore a 15 giorni). In caso contrario se, a seguito della sospensione, le giornate lavorate nel mese non raggiungono il numero previsto dal CCNL applicato, non maturano i ratei.

Prima di accedere all’utilizzo delle prestazioni FSBA, l’azienda dovrà aver preventivamente utilizzato gli strumenti ordinari di flessibilità, ivi compresa la fruizione delle ferie residue relative all’anno precedente.
Nel caso di richiesta ferie straordinarie come il congedo matrimoniale durante il periodo di sospensione, per tale periodo viene interrotta la sospensione e vengono concesse le ferie.

Nel caso di riduzione dell’orario lavorativo, il datore di lavoro non può differire la concessione delle ferie residue ed infra-annuali. **

**In analogia con la circolare INPS n° 139/2016

In caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa con diritto al trattamento di Cigo/Cigs, il Tfr matura in misura piena come in caso di svolgimento dell’attività lavorativa (art. 2120 cod. civ.).
Alla luce delle disposizioni del D.Lgs. n. 148/2015 (artt. 30 e 31) è applicabile all’assegno ordinario e all’assegno di solidarietà, per quanto compatibile, la normativa in materia di integrazioni salariali ordinarie.
Ai fini del diritto alla maturazione del Tfr le prestazioni di assegno ordinario e le prestazioni di assegno di solidarietà si ritengono assimilabili all’integrazione salariale. Si ritiene, dunque, che nel periodo erogazione delle prestazioni di FSBA, sia nei casi di sospensione che di riduzione dell’attività lavorativa, il lavoratore conservi il diritto alla maturazione, in misura piena, del trattamento di fine rapporto analogamente a quanto previsto per le integrazioni salariali.

Il TFR accumulato durante il periodo di sospensione o riduzione viene calcolato come da contratto ed è in capo all’azienda.

Considerato che FSBA non integra mai le giornate di festività, si ritengono applicabili, in sostituzione alla regole previste in caso di cassa integrazione guadagni (Inps messaggio n. 13552/2009), le disposizioni generali di legge che disciplinano il trattamento di festività a carico del datore di lavoro (L. n. 260/1949 e L. n. 90/1954). Pertanto:

-Le festività civili (2 giugno, 1° maggio e 25 aprile) sono sempre pagate dal datore di lavoro;
-Le altre festività sono sempre a carico del datore di lavoro in caso di riduzione e nelle prime 2 settimane di sospensione. Se, invece, la festività cade oltre le 2 settimane di sospensione, il datore di lavoro:
Deve comunque retribuire la festività ai lavoratori retribuiti in misura fissa o mensilizzati;
Non è obbligato a corrispondere alcun trattamento a suo carico per i lavoratori sospesi non retribuiti in misura fissa (es. pagati a ore).

Le prestazioni erogate da FSBA sono escluse dalla base imponibile previdenziale in base a quanto disposto:
dall’art. 12, L. n. 153/1969 sia lettera d) – che si riferisce a somme a carico delle gestioni assistenziali e previdenziali obbligatorie sia lettera f) – che si riferisce a somme accantonate a casse e fondi di natura contrattuale aventi finalità previdenziali e assistenziali.
L’esclusione da prelievo contributivo della prestazione è, peraltro, coerente con l’obbligo di contribuzione correlata relativo ai medesimi periodi di sospensione o riduzione.

Le prestazioni erogate da FSBA sono soggette a prelievo fiscale in quanto i proventi conseguiti dal lavoratore in sostituzione dei redditi e costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti (art. 6, co. 2, DPR n. 917/1986).
Sono in corso approfondimenti con l’Agenzia delle entrate in merito al soggetto tenuto agli adempimenti di sostituto d’imposta nel caso in cui il pagamento dovesse essere effettuato da FSBA non per il tramite dell’impresa ma direttamente nei confronti del lavoratore.

Con riferimento al prelievo in misura del 5,84%, l’Inps ha fornito indicazioni di carattere generale nella circolare n. 201 del 16 dicembre 2015. In particolare, l’Istituto afferma: «Con riguardo alla riduzione dell’integrazione salariale prevista all’articolo 26 della legge n. 41/1986, su parere del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (nota prot. 29/0005956/P del 09 dicembre 2015), si ritiene che la stessa non sia applicabile ai fondi di solidarietà, salvo che il decreto istitutivo di ciascun Fondo non ne preveda espressamente l’applicazione. La ragione della non applicabilità della suddetta riduzione, salvo diversa disposizione dei decreti istitutivi dei Fondi, si rinviene nel fatto che la stessa, introdotta dalla legge finanziaria per il 1986, è finalizzata a contenere la spesa pubblica per le prestazioni integrative del reddito e per le prestazioni previdenziali e sostitutive del reddito. Tale finalità non sussiste nel caso di prestazioni erogate dai Fondi di solidarietà che vengono finanziati mediante il versamento di contributi a carico dei datori di lavoro e de lavoratori del settore». A tale riguardo, sia il decreto istitutivo del FIS (n. 94343 del 3 febbraio 2016) che del Fondo Autoferrotranvieri (n. 86985 del 9 gennaio 2015) hanno espressamente previsto l’applicabilità di tale riduzione, nonché l’acquisizione della stessa nella disponibilità del fondo.

In assenza di analoga previsione nel decreto 95581 del 29 aprile 2016 e nel Regolamento di FSBA, si ritiene che la riduzione del 5,84%, rispetto al massimale lordo di € 971,71 mensili, non si applichi alle prestazioni di FSBA.

I permessi lavorativi previsti dall’art. 33 Legge 104 del 1992 possono essere fruiti in costanza dello svolgimento di attività lavorativa. Se il lavoratore è in sospensione/riduzione, per la richiesta di prestazione al Fondo non può fruire di tali permessi in quanto l’assenza dal lavoro non impedisce al lavoratore di prestare assistenza al disabile.

FSBA prevede l’erogazione di prestazioni per le ore non lavorate, pertanto le altre condizioni previste dai contratti di lavoro a favore dei dipendenti rimangono a carico dell’impresa.